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Glossario

Model Context Protocol (MCP)

Il Model Context Protocol è uno standard aperto che permette agli assistenti AI di collegarsi a strumenti esterni e fonti dati tramite un'interfaccia uniforme. Un server MCP espone strumenti e risorse tipizzati che un client modello può scoprire e chiamare, così le capacità possono essere aggiunte senza codice su misura per ogni integrazione.

Sinonimi: MCP, model context protocol, MCP server, tool protocol

Il Model Context Protocol standardizza il modo in cui un modello linguistico va oltre il proprio contesto per usare strumenti e leggere dati. Invece di scrivere un adattatore personalizzato per ogni assistente, una piattaforma esegue un server MCP che pubblica strumenti e risorse tipizzati con schemi e annotazioni. Un client conforme scopre quelle capacità e le invoca attraverso un contratto unico e coerente. Per l’automazione del lavoro governato, MCP è prezioso proprio perché è strutturato: ogni chiamata a strumento arriva descritta da schema, il che rende possibile validare input, applicare l’ambito tenant e sottoporre la chiamata alla stessa policy di approvazione di un’azione avviata da una persona.

Domande frequenti

Che cosa espone un server MCP?
Strumenti tipizzati che il modello può invocare e risorse che può leggere, ciascuno descritto con schema e annotazioni affinché un client possa scoprire le capacità e chiamarle in sicurezza.
Perché MCP conta per l'automazione governata?
Offre agli assistenti esterni un modo standard, descritto da schema, per agire su una piattaforma, così le chiamate agli strumenti possono essere validate, circoscritte a un tenant e instradate attraverso la stessa policy di approvazione di ogni altra azione.